
Culto della Terra Nera
Principi dell'apocalisse
La terra sostiene solo ciò che è saldo. Tutto il resto prima o poi sprofonda.
Il culto della terra nera non ha fretta. Non brucia e non travolge: pesa. Lavora sotto la superficie, paziente come la roccia, convinto che ogni cosa effimera sia destinata a sprofondare sotto il proprio peso. Per i suoi seguaci, seppellire non è distruggere, ma riportare il mondo alla sua forma più antica e immutabile.
Questo arco raccoglie le cronache di chi si è risvegliato già segnato. Sogni condivisi nella stessa notte, un marchio comparso sulla pelle senza spiegazione, e una metropoli di pietra, Sharn, che custodisce nelle sue profondità qualcosa che ha ricominciato a muoversi. Dalle prime sparizioni e dalle voragini che si aprono dal nulla, fino alla discesa verso un tempio sepolto e a ciò che vi riposa.
In superficie Sharn è salda come sempre, ma il terreno sotto i piedi non è mai stato così instabile. Cinque persone portano addosso lo stesso segno, senza sapere cosa significhi né chi gliel'abbia impresso. Sotto di loro, qualcosa di antico ha smesso di aspettare.
Le prime indagini partono in superficie, tra accademie mute e visioni che indicano la strada, e finiscono davanti a una convocazione di Casa Kundarak: la discesa non è ancora cominciata, ma è già stata decisa.

