Millbrook è una cittadina di provincia americana, nella contea di Haskin. Undicimila abitanti, una torre dell’acqua, un silo per il grano, una chiesa metodista, e sulla mappa per i visitatori la scritta che qui i vicini si guardano le spalle a vicenda. Il genere di posto dove non succede mai niente.
Da qualche giorno, invece, qualcuno ha cominciato ad ammazzare la gente. Due morti, e il secondo dissanguato. In un posto dove tutti si conoscono le voci girano in fretta, e c’è già chi parla di mostri.
Per i Fratelli della contea il problema c’è comunque. Se l’assassino è un mortale, porta gli occhi della polizia dove non devono arrivare. Se è uno di loro, la Masquerade è appesa a un filo.
Sam Stokes, lo Sceriffo dei Fratelli di queste parti, non aspetta di scoprire quale delle due. Manda a Millbrook la sua coterie: cinque vampiri che viaggiano insieme da trent’anni e sanno sistemare le cose senza fare rumore. Hanno un camper, un contatto nella polizia e poche notti di tempo.
La caccia al mostro è cominciata.
Ore 19:30 - Millbrook, County Road 12
Notte del 17 ottobre 2019.
È già buio quando il camper entra in città.
Paul guarda scorrere le case dal finestrino, e intanto si racconta.
La voce fuori campo di Paul
Millbrook, ottobre. Una strada dritta, un silo, le luci delle case che si spegnevano una alla volta. Arrivai col camper e con il mio cast al completo. Qualcuno in città ammazzava la gente, e prima ancora di scendere avevo la sensazione che quella storia mi riguardasse. Non la dissi ad alta voce. Certe cose si sentono prima di capirle.
Ore 20:00 - Millbrook, un parcheggio ai margini della città
Il detective Robert Webber arriva puntuale, e lascia la macchina accanto al camper. Non è l’appuntamento clandestino a metterlo a disagio: siete voi. Lavora per Sam da molti anni, e ancora non si è abituato.
Vi passa un fascicolo. Fotocopie, appunti a penna, niente di ufficiale. Il fascicolo ufficiale non esiste ancora, ed è così che lo vuole.
Due vittime. Simon Drummer, ventun anni, studente fuori sede tornato a casa per una pausa, trovato quattro giorni fa in un canale di scolo al confine di Corbin Heights. La pioggia ha cancellato ogni traccia. Sui verbali c’è scritto «bravo ragazzo» tre volte.
Carl Thrush, trentacinque anni, viveva nello scantinato dei genitori e non aveva un lavoro. Trovato due sere fa in un boschetto a est della Route 9, riverso su un masso. Senza una goccia di sangue, né addosso né intorno. Per questo Webber ha chiamato Sam e non la Omicidi di contea.
Con le famiglie ci ha provato. I Drummer sono distrutti. I Thrush non hanno voluto sentire ragioni: con lui non parlano, e a quanto pare con nessuno.
«Ho qualche giorno, non so quanti», dice. «Poi devo aprire il caso sul serio, e da lì non vi copro più.»
Vi lascia un numero. Sulla centrale di polizia è categorico: non ci dovete mettere piede.
Paul vuole sapere se quel numero è sicuro. Webber non capisce la domanda. Paul la spiega agli altri, a voce bassa, quando il detective se n’è andato: l’Agenzia ascolta le linee, l’Agenzia controlla tutto, e da un pezzo è sulle sue tracce. Una città piccola, un poliziotto nervoso: è esattamente il posto che sceglierebbero.
La voce fuori campo di Paul
Il poliziotto mi consegnò un fascicolo, un numero di telefono e parecchia fretta. Due nomi, due foto, due posti. Due, due, due. Lo segnai a margine. Nessuno ci fece caso.
Ore 21:30 - Obitorio della contea
I due corpi sono ancora qui, in attesa dello smaltimento. Di notte c’è un solo custode.
Aileen e Paul si presentano come una coppia in lutto. Sono venuti a vedere per l’ultima volta una persona cara, e non possono tornare l’indomani: devono ripartire subito. Aileen parla, Paul le tiene la mano. Il custode esita, poi li fa entrare.
«Io esco a fumarmi una sigaretta», dice. «Voi non siete mai stati qui.»
Appena la porta si chiude alle sue spalle, Aileen e Paul fanno entrare gli altri.
Charles si china sui corpi. Tanti tagli, fatti con una lama. Non sono colpi a caso: seguono uno schema, e le arterie principali sono state incise apposta. In Simon c’è molto meno sangue di quanto dovrebbe essercene, in Carl non ce n’è affatto. Tutti e due hanno la testa sfondata da un corpo contundente.

Nessun segno di morsi. Il che non vuol dire niente: un Fratello le ferite delle zanne le chiude con la lingua.
Chi l’ha fatto sapeva cosa stava facendo, e allo stesso tempo era furioso. Poca finezza, molta rabbia. La rabbia di solito ha un bersaglio preciso. Le vittime non sono state scelte a caso.
Intanto Paul si è allontanato verso la finestra. Guarda fuori e la strada non è più vuota. Gente, tanta. Arrivano a piedi, tutti insieme, e nessuno di loro sta passeggiando.
Poi sbatte le palpebre, e la strada è di nuovo vuota.
La voce fuori campo di Paul
All'obitorio Aileen recitò la sua parte e io la mia. Poi lasciai i corpi a Charles, il mio braccio forte, e andai alla finestra. Per un momento la strada si riempì di gente, poi tornò vuota. Era un segno, e l'avevo visto solo io.
Ore 22:30 - Millbrook, fuori dall’obitorio
Fuori, vi mettete a ragionare su quello che avete visto. Non fate in tempo a finire.
Paul si blocca a metà di una frase. Adesso guarda con gli occhi di un altro. Un corridoio sporco, muri scrostati, un materasso per terra. Qualcuno sdraiato sul materasso. Le mani che vede stringono una lama. Colpiscono.
Un condominio abbandonato. È tutto quello che riesce a capire.
Chiamate Webber per sapere se a Millbrook ci sono condomini abbandonati. Ce ne sono, tutti nello stesso posto: la vecchia Millbrook, fuori città.
Ore 23:30 - Vecchia Millbrook
Palazzi vuoti da anni, che nessuno si è preso la briga di abbattere. Li setacciate uno per uno. Finestre murate, scale senza ringhiera, odore di urina e di muffa. Qua e là qualcuno ci vive ancora. Gente che non vi guarda, e a cui non chiedete niente.

Gli edifici sono troppi. Juana si accuccia vicino a un topo, e il topo si ferma ad ascoltarla. Gli chiede se da qualche parte c’è un morto fresco. Il topo lo sa, e fa strada.
Terzo piano. Mobili raffazzonati, giacigli, l’armamentario di chi si buca. In una stanza c’è un vagabondo steso su un materasso. È quello della visione di Paul.
Vi dividete la stanza. Charles e Owen si chinano sul corpo. Qui il sangue non l’ha preso nessuno: il vagabondo giace in una pozza enorme. Il volto è intatto, quasi da ragazzino. I tagli sono meno di quelli sulle altre due vittime, e dati con metodo, come se l’assassino si fosse fermato di colpo.
Aileen e Juana frugano tra le sue cose. Non c’è molto: qualche vestito, un paio di coperte, niente che valga qualcosa. Paul non tocca niente. Gira per la stanza, guarda il corridoio, torna indietro, guarda di nuovo.
Richiamate Webber. Siete d’accordo: quel corpo deve sparire.
Poi Paul rimette in fila la visione. Il corridoio, i muri scrostati, il percorso fatto prima di colpire. Chi ha ucciso non è entrato dalla strada: è sceso dal piano di sopra.
Salite. Dietro alcune assi smosse c’è un secondo alloggio, più recente: un sacco a pelo in buone condizioni, una stufetta, qualche razione militare. Un piccolo scrigno con dentro alcune ciocche di capelli. Sui muri restano pezzi di nastro telato, e l’intonaco dove qualcosa è stato strappato in fretta.
La stanza non è riparata dal sole. Chi dormiva qui il sole non lo temeva.
Prima di andarvene ripulite la stanza del vagabondo. Il corpo lo portate nel bosco, lontano dai palazzi, e lo seppellite.
Vi fermate a rimettere insieme i pezzi.
Ore 03:00 - Canale di scolo e Route 9, le scene dei delitti
Restano i posti dove hanno trovato gli altri due.
Nel canale di scolo di Simon non c’è più niente da vedere: la pioggia ha lavato tutto. Nel boschetto sulla Route 9 invece, sotto il masso dove giaceva Carl, restano poche gocce di sangue. Chi ha passato al setaccio il boschetto non le ha notate.

Charles e Owen si abbassano a guardarle. Dove sono cadute, e da che altezza. Carl è morto qui, non altrove come ipotizza il verbale. Non si è difeso. Era già a terra quando è arrivata la lama: prima il colpo alla testa, poi i tagli, a vittima svenuta.
Non torna con la furia che Charles ha letto sui corpi. Qualcuno era arrabbiato, e ha avuto comunque la pazienza di stordirli prima.
E il sangue sul terreno non c’è perché qualcuno l’ha raccolto. Quelle poche gocce gli sono sfuggite.
Ore 06:00 - Fuori Millbrook
Manca poco all’alba.
Serve un posto dove il camper non dia nell’occhio. Non troppo isolato, perché un camper da solo in mezzo al niente si nota, e non troppo in vista: un parcheggio fuori mano, con abbastanza altri mezzi da confondersi. Lo trovate. Oscurate i finestrini, chiudete le porte.
La notte prossima andrete a parlare con le famiglie delle vittime.
La voce fuori campo di Paul
Fine della prima notte. Un fascicolo che non esisteva, una buca nel bosco, e Owen che ci trovava un parcheggio dove sparire tra gli altri, come ogni buon produttore. Tre morti proprio quando io arrivavo in città. Le coincidenze non esistono.
Prima notte a Millbrook. Tre morti invece di due, e il terzo sta sotto un metro di terra nel bosco. Chi uccide sa usare una lama, stordisce prima di tagliare, raccoglie il sangue e dorme senza temere il sole. Si è lasciato dietro una stanza svuotata in fretta e alcune ciocche di capelli che ha voluto tenere.
Webber ha ancora qualche giorno. Restano le famiglie: una distrutta, l’altra chiusa in casa con la porta sbarrata. Il vagabondo dei palazzi vuoti, invece, non lo cercherà nessuno.
La caccia continua.
