Il santuario di Savras sorge su una collina battuta dal vento, e la prima cosa sbagliata che il gruppo nota è il silenzio. Non il silenzio dei luoghi abbandonati — quello dei luoghi che ti stanno ascoltando.
Voci di strani accadimenti e presagi oscuri hanno raggiunto Phandalin. Il gruppo si avvia verso il santuario sapendo che non sarà uno scontro fisico, ma qualcosa di peggio.
Il santuario in rovina
I simboli sacri di Savras, un tempo chiari e geometrici, appaiono distorti sulla pietra come riflessi in acqua mossa. L’aria è densa di qualcosa che non si vede e non si tocca ma che preme sulle tempie come una mano invisibile.
Tra le colonne spezzate, apparizioni frammentate si materializzano per un istante — figure che potrebbero essere memorie o profezie, passato o futuro, e la differenza non conta quando ti fissano negli occhi prima di dissolversi.
Visioni e incubi
Nel cuore del santuario, la pressione esplode. Lampi di luce mostrano realtà alternative: Phandalin arsa dalle fiamme, il Picco sommerso dalla tempesta, il gruppo stesso — sconfitto, caduto, dimenticato.
Le immagini sono così vivide da sembrare più reali della pietra sotto i piedi. Ogni membro del gruppo affronta i propri dubbi, le proprie paure, quei pensieri che si tengono sepolti sotto la superficie e che il santuario estrae con la delicatezza di un chirurgo crudele.
«Questo è ciò che accadrà se fallirete.»
L’eco non viene da nessuna direzione. Viene da dentro.
La prova della verità
Nel nucleo più profondo, una sfera cristallina fluttua in un’alcova di luce malata — l’emblema del potere divinatorio di Savras, corrotto da un’influenza estranea.
La sfera proietta un’ultima visione: un’enorme figura draconica avvolta nella luce e nel gelo, scaglie bianche che brillano come ghiaccio al sole. Criovenn, nella sua piena maestà e nel suo pieno terrore.
Con uno sforzo collettivo che è più volontà che magia, il gruppo spezza l’incantesimo. La sfera si opacizza, i colori tornano alla normalità, e l’aria si fa più tersa come se il santuario stesso sospirasse di sollievo.
La compagnia esce alla luce del giorno con una leggerezza ritrovata, ma anche con una consapevolezza nuova: le visioni erano avvertimenti, non illusioni. Lo scontro finale si avvicina, e ora sanno esattamente cosa li aspetta.