Il drago del picco Gugliaghiacciata

Le colline hanno gli orchi

La Collina dell'Onta e il mulino di Adabra

Costa della Spada, Phandalin 2 min 10 settembre 2022

Il borgomastro vicario, Harbin Wester, è un uomo che preferisce i problemi risolvibili. Li elenca con pragmatismo, li assegna con distacco, e non chiede mai come sono andati i precedenti. Oggi il problema è una donna sola su una collina.

Adabra Gwynn, levatrice e accolita di Chauntea, vive in un mulino a vento di pietra sulla Collina dell’Onta. Con un drago nei cieli e orchi nelle valli, la sua solitudine è diventata un rischio che Phandalin non può più ignorare.

La collina dell’onta

La collina porta le cicatrici di antichi conflitti tra clan nanici. I tumuli dei caduti punteggiano il pendio come denti rotti, e il vento che sferza l’erba ha qualcosa di lamentoso.

Quando il mulino appare in cima, non è solo. Una creatura alata — massiccia, spinata, furiosa — sta cercando di sfondare la porta di pietra. Adabra è barricata dentro. Il tempo per pianificare è finito.


Il combattimento

Elfeder evoca la forza della natura per ostacolare l’assalto: radici che si sollevano, vento che devia traiettorie. Tiamantha scocca frecce con la precisione fredda di chi ha calcolato ogni angolo. Arcibaldo sfrutta le ombre del mulino, colpendo dove la bestia non guarda.

La creatura viene abbattuta. Il silenzio che segue è quasi più rumoroso dello scontro.


Convinzione e ritorno

Dalla finestra del mulino, Adabra osserva la scena con un misto di gratitudine e orgoglio ferito. Non aveva intenzione di andarsene — non per gli orchi, non per il drago, non per un borgomastro che non ha mai messo piede sulla collina.

Servono parole misurate, qualche rimprovero gentile e la promessa che tornerà quando vorrà. Alla fine accetta di seguire il gruppo verso Phandalin, sebbene a malincuore.

Le colline alle spalle sembrano quiete. Ma il vento porta ancora ombre, e il picco osserva dall’alto come ha sempre fatto.