Viaggi nella Cittadella Radiosa

Orchidee della Montagna Invisibile

Atagua — Tepui Orchideo

La Cittadella Radiosa 3 min11 luglio 2026

Non si torna da Yongjing con la leggerezza di chi ha vinto. A casa gli elementali sono inquieti senza sapere di esserlo: la fiamma più bassa, l’acqua che esita. E la prima notte il sonno porta altrove: una foresta di montagna, la nebbia che chiude il mondo, addosso una veste che sa di rito. In due salgono in volo verso un canto che scende dalla cima, e lungo il fianco trovano acqua limpida che si guasta, orchidee dai baccelli gemelli, uno candido e uno nero, e una statua di pietra che si allontana quanto più le si va vicino. Nel canto affiora una parola, Sarire, prima che un fischio metallico e una sagoma gobba spezzino il sogno. In una fenditura di cristallo, per un istante, un serpente radioso e una cosa decrepita si contendono la montagna.

Al risveglio la sagoma è nel corridoio di casa. Gli elementali se ne vanno, per un po’, finché le cose non si sistemano.

Alla Casa della Convalescenza, intanto, Citlali si è alzata dal suo sonno senza fondo e ha camminato via da sola, e gli Ambasciatori del Fato l’hanno scortata su una Gemma della Concordia diretta ad Atagua. È lì che va il corpo che hanno preparato; è lì che vogliono far tornare Pazuzu, e insieme finirlo. Ma la Fiaschetta non si apre facilmente: fu Sholeh a sigillarla, col proprio sangue, ed è quello stesso sangue a incatenarla alla Cittadella: fuori, diventerebbe lei la porta del suo nemico. La sola che possiede la chiave non può usarla. Ne serve un’altra, e forse cresce proprio sulla montagna del sogno.

Atagua è sempre stata vicina alla Selva Fatata, e a un popolo che con essa, un tempo, aiutò a vincere quella guerra, per poi sparire senza lasciare traccia. La Libellula che li accompagna somiglia troppo a ciò che quel popolo custodiva; e ogni volta che quel nome viene pronunciato, su una di loro resta addosso una nostalgia che non sa spiegarsi. Non restano che una parola, una montagna che nessuna mappa registra, e una Gemma che punta là dove tutto converge.


Gazzetta di Atagua

Cultura e società Atagua è una terra di praterie tropicali e foreste dense dove il potere è diffuso tra comunità sparse, collegate dalle Pratovie — strade sopraelevate costruite dall’antico Popolo dell’Inondazione. I Dottori Verdi, un collettivo di guaritori-mistici, custodiscono le conoscenze della terra; la Cababa, guerrieri esploratori d’élite, pattugliano le vie e proteggono i viaggiatori.

Economia Cioccolato, zucchero, orchidee rare, resine profumate e frutti esotici sono le risorse principali. Il commercio è locale e basato sullo scambio: le orchidee del Tepui Orchideo, legate alla Selva Fatata, sono leggendarie e attirano cercatori da ogni civiltà collegata alla Cittadella Radiosa.

Creature e pericoli La selva fatata è viva in senso letterale. Spiriti silvani, piante senzienti, bulette e creature del Reame Remoto abitano i livelli più profondi della foresta e dei Llanos. Chi si allontana dai sentieri tracciati rischia di non tornare — o di tornare cambiato.

Feste e tradizioni La Fioritura è l’evento più atteso dell’anno: quando le orchidee del tepui sbocciano tutte insieme, le comunità si riuniscono per celebrare, commerciare e rinnovare i patti con gli spiriti della selva. Ogni fioritura è diversa, e ciascuna porta presagi che i Dottori Verdi interpretano per i mesi a venire.

Identità Atagua vive in simbiosi con la selva. Non la domina, non la teme: la ascolta. In un mondo dove tutto cresce, fiorisce e marcisce, la pazienza è la virtù più rispettata — e la fretta, il pericolo più grande.