Non erano destinati a incontrarsi.
Non provenivano dallo stesso mondo, né condividevano un obiettivo comune.
Eppure, quando la luce di Xaryxis ha iniziato a consumare i cieli, le loro traiettorie si sono incrociate e non hanno più potuto separarsi.
L’Equipaggio nasce così: non da un giuramento, ma da una necessità. Una nave, una fuga, una minaccia troppo grande per essere ignorata. Da quel momento, restare insieme non è stata una scelta romantica, ma l’unica opzione sensata.
Hyppolita
Hyppolita viene da un mondo fatto di corde tese, cadute controllate e applausi guadagnati sul filo dell’equilibrio. Cresciuta sotto un tendone da circo, ha imparato presto che il corpo è uno strumento da conoscere e dominare, non da esibire. La grazia del trapezio si è trasformata, col tempo, in una precisione brutale sul campo di battaglia.
Non cerca gloria né riconoscimento. Porta con sé un’umanità concreta, fatta di gesti semplici, battute asciutte e una capacità innata di capire quando è il momento di parlare e quando no.

Anche nello spazio astrale, Hyppolita resta ciò che è sempre stata: un punto fermo, difficile da spostare, su cui gli altri possono contare
Kae’ryn
Kae’ryn non ricorda chi fosse prima del Mare Astrale. I suoi ricordi sono frammenti scollegati: addestramento, combattimento, disciplina. Poi il vuoto. Un errore, una frattura, qualcosa che l’ha lasciata sospesa fuori dal tempo.
Nel silenzio infinito ha incontrato Celestian, il Viandante delle Stelle, e con lui uno scopo che non comprende del tutto, ma che non può ignorare. Da allora si muove seguendo segnali imperfetti, fidandosi dell’idea che il viaggio stesso la condurrà dove deve essere.

All’interno dell’Equipaggio è una presenza distratta e al tempo stesso inquietante: sembra altrove, ma quando serve sa colpire con una competenza che non ricorda di aver mai imparato.
Mork Diork
Mork è nato e cresciuto a Sharn, tra biblioteche, università e corridoi accademici. Figlio di studiosi, ha appreso presto che la conoscenza è potere e che l’ordine è la chiave per comprendere anche le strutture più complesse dell’universo.
Dietro la facciata del mago metodico, però, si cela un esploratore dell’ignoto. La sua vita accademica convive da sempre con spedizioni rischiose, artefatti dimenticati e missioni segrete per contenere minacce che non possono essere risolte con una formula ben scritta.

Nell’Equipaggio, Mork è la mente che analizza e misura. Anche davanti all’assurdità del cosmo, continua a cercare schemi, convinto che persino la luce che divora i mondi segua una logica comprensibile.
Mei (Nix, l’Ombra Chiara)
È con questo nome che commercia, viaggia e stringe accordi. Mei è una presenza discreta ma riconoscibile, cresciuta tra rotte mercantili e identità flessibili, figlia di una famiglia di cangianti che ha sempre considerato il cambiamento una risorsa, non una debolezza.
Nix è ciò che resta nell’ombra. Un nome che non circola, legato a scelte più intime e a una libertà che non può essere concessa apertamente. La perdita della madre e gli anni trascorsi a Sharn hanno consolidato questa doppia esistenza: una faccia per il mondo, una per sé stessa.

Il negozio di Madame Lutien le ha insegnato il valore degli oggetti e delle storie che li accompagnano. L’avventura le ha insegnato quando è il momento di mostrarsi e quando, invece, conviene sparire.
All’interno dell’Equipaggio, Mei è adattabile e attenta, sempre pronta a cambiare ruolo se la situazione lo richiede. Il cosmo, per lei, non è solo una minaccia: è un archivio sconfinato di segreti, identità e possibilità ancora da esplorare.
Norik Kross
Norik è cresciuto circondato da avventurieri, artefici e segreti mai del tutto spiegati. Convinto per anni di una verità familiare che non lo era, ha trovato nel lavoro artigianale e nell’esplorazione un modo per costruirsi un’identità propria.
Il laboratorio delle Tre Lune è il suo punto d’origine, ma non il suo limite. Spinto dai suoi mentori a fare esperienza del mondo, Norik ha imparato che certe conoscenze non si trovano sui banchi di lavoro, ma nei luoghi dimenticati e pericolosi.

Nell’Equipaggio è il ponte tra creazione e azione: qualcuno che sa costruire, riparare e adattarsi, anche quando la realtà intorno sembra sul punto di crollare.
Un insieme forzato
L’Equipaggio non è una famiglia, almeno non nel senso tradizionale.
È un insieme di individui trascinati oltre i confini del proprio mondo, costretti a condividere una nave, una rotta e una minaccia che non concede tregua.
Ciò che li tiene uniti non è la fiducia cieca, ma la consapevolezza che da soli non basteranno.