Atto 1: Semi della distruzione – Capitolo 2

Costretti ad abbandonare la costa devastata da radici cristalline, astral blight e terremoti, i personaggi hanno trovato rifugio a bordo della Moondancer, il galeone della capitana Elaina Sartell, che si è lanciato nello spazio aperto.
Non passa molto tempo prima che, alle loro spalle, una nave sconosciuta si avvicini con traiettoria decisa.
La falena stellare
La Moondancer rallenta mentre un’altra nave compare a poppa. Ha la forma di una gigantesca falena, con ali di cristallo iridescente dello stesso colore delle radici che hanno devastato il loro mondo. Sul ponte avversario si intravedono figure che si affrettano ad armare un mangano.
Elaina non perde tempo. «Flapjack, a tutta forza! Non possiamo seminarli, ma possiamo guadagnare tempo!»
Poi si rivolge all’equipaggio: «Mettete al sicuro sottocoperta chi non può combattere.»
Infine guarda il gruppo. «Armi alla mano, compagni… non sarà una passeggiata.»
La falena continua a chiudere la distanza. Il mangano viene orientato verso di loro, e pochi istanti dopo il primo colpo solca lo spazio tra le due navi.
Fuoco nemico
Il primo colpo di mangano centra la Moondancer con violenza. Il galeone viene scosso da prua a poppa; nella stiva si apre una voragine. Casse, botti e attrezzi vengono risucchiati all’esterno, dispersi nello spazio insieme ad alcuni degli sfortunati che si erano rifugiati sottocoperta.
La distanza tra le due navi continua a ridursi. Le baliste entrano in funzione da entrambe le parti. Dardi pesanti attraversano il vuoto, colpendo lo scafo della Moondancer più volte. Il legno scricchiola, le strutture cedono in più punti: il galeone è seriamente danneggiato.
Con un’ultima manovra aggressiva, la falena stellare accosta sul fianco della nave di Elaina. Le due imbarcazioni si affiancano per il tempo necessario all’abbordaggio.

Tre elfi in armatura, il volto nascosto da maschere lisce e lucenti, saltano sul ponte.
L’abbordaggio
Uno dei tre elfi avanza di un passo. «Avete meno del diciotto per cento di possibilità di successo. Arrendetevi.»
Elaina accenna un sorriso. «Declino gentilmente l’offerta.» La sciabola è già in mano quando si muove.
Hyppolita entra in contatto per prima, l’alabarda che spezza la formazione. Mei si infila nell’apertura e affonda lo stocco tra le piastre dell’armatura. Kay’rin invoca la luce stellare e un’arma spirituale prende forma accanto a lei, calando sui nemici con colpi radianti. Norik attiva l’esoscheletro e scariche elettriche si propagano dal braccio meccanico, attraversando le armature con un crepitio secco. Mork risponde con una raffica di dardi infuocati che esplodono all’impatto, aggiungendo calore e fumo al caos del ponte.
Tra legno spezzato e vele lacerate, la battaglia prende forma mentre le due navi restano affiancate nel vuoto.
Inseguimento sul ponte
Rimasto solo, il terzo elfo arretra verso il bordo del ponte e tenta di riguadagnare la falena stellare. Hyppolita non gli concede margine: con un balzo attraversa lo spazio tra le due navi e atterra sul ponte nemico. Mei la segue immediatamente.

Dalla falena, gli hadozee cercano di coprire la ritirata riallineando le baliste verso la Moondancer. Kay’rin, Norik e Mork li prendono di mira, costringendoli a ripararsi e interrompere il fuoco. Un’altra balista tenta comunque un tiro su Hyppolita, ma la distanza ormai ridotta e l’angolo ravvicinato fanno deviare il colpo, che si perde nel vuoto.
Accerchiato, il terzo elfo non riesce a riorganizzarsi. L’alabarda lo ferma, lo stocco chiude lo scontro. Con il comandante caduto, gli hadozee non esitano un istante prima di abbassare le armi e arrendersi.
Il sacerdote di Xaryxis
Con il terzo elfo abbattuto, Elaina attraversa la distanza tra le due navi con un salto deciso e atterra sul ponte della falena.
«Presto! Allo spelljammer!»
Il gruppo la segue senza esitazione. Attraversano corridoi di legno vivo e cristallo intrecciato, fino a raggiungere la cabina di comando. Al centro della sala fluttua il trono dello spelljammer, sospeso sopra un esagono luminoso proiettato sul pavimento.
Su di esso siede un elfo astrale in vesti sacerdotali. Non tenta di fuggire. Non sembra sorpreso.

Messo alle strette, il sacerdote — Altura — parla con freddezza. È l’Impero Xaryxian ad aver lanciato i semi astrali sul loro mondo, per ordine dell’Imperatore. Le radici e i blight stanno assorbendo l’energia del pianeta e di ogni forma di vita. Quando il processo sarà completo, l’energia verrà trasmessa in un unico, immenso impulso luminoso verso la loro stella, Xaryxis.
Li osserva uno a uno prima di pronunciare le ultime parole:
«Il processo di assorbimento del vostro pianeta è stato avviato e voi esseri inferiori non potete fare nulla per fermarlo.»
Hyppolita non risponde.
L’alabarda cala.
Il silenzio che segue è più pesante della battaglia appena conclusa.
Un bottino pericoloso
Per qualche istante nessuno parla. Il trono dello spelljammer continua a fluttuare al centro della cabina, le superfici di cristallo ancora percorse da deboli riflessi di luce.

Norik si avvicina con cautela. Osserva la struttura, ne segue le linee, le connessioni tra legno vivo e cristallo. Quando prende posto sul trono, la nave reagisce. La sensazione non è estranea: la logica dell’artefatto, pur diversa dalla sua scienza, gli è comprensibile. La falena risponde ai suoi impulsi con docilità.
Intanto Mork torna sul ponte per parlare con gli hadozee superstiti. Spiega che il loro comandante è morto e che nessuno ha interesse a trasformare quella sconfitta in un massacro inutile. Le armi vengono deposte definitivamente.
Elaina osserva il trono e poi lo sguardo le si fa più severo. «Avete appena preso possesso di una nave xaryxiana. Per l’Impero, questa è una dichiarazione di guerra.»
Rotta verso Bral
Agli elfi astrali caduti viene concesso un funerale nel vuoto. I corpi vengono adagiati su assi improvvisate, incendiati e lasciati scivolare lentamente nello spazio, finché le fiamme si affievoliscono e restano solo sagome che si allontanano tra le stelle.
Con due navi ora operative, la Moondancer e la falena stellare si riorganizzano. Norik mantiene il controllo del nuovo vascello, mentre l’equipaggio sopravvissuto accetta di collaborare.
Elaina osserva le coordinate proiettate nella cabina di comando e prende una decisione.
«Alla Roccia di Bral troveremo un po’ di risposte.»
Le vele astrali si orientano.
La rotta è tracciata.
