D&D 5e

I 3 dell'Operazione Drago

Le chiavi del caveau aureo

Prequel 3 missioni Concluso
Decisioni prese nell'ombra pongono le basi di ciò che verrà dopo.

Mentre la vita quotidiana di Waterdeep scorre tra mercati, taverne e giochi di potere, esiste un fronte invisibile in cui la sicurezza della città si decide nel silenzio. È qui che opera la Forza Grigia: un corpo scelto di agenti al servizio del Bastone Nero, incaricato di affrontare minacce che non devono mai giungere alla luce del sole.

Operazione Drago raccoglie una serie di missioni segrete condotte da un gruppo ristretto di specialisti. Infiltrazioni, indagini e colpi mirati li conducono attraverso ambienti instabili e contesti ostili, dove alleanze e tradimenti non sono eccezioni, ma strumenti di lavoro.

Queste operazioni precedono gli eventi della campagna principale. Decisioni prese nell'ombra, sacrifici ignorati e vittorie mai celebrate pongono le basi di ciò che verrà dopo — rendendo possibile la nascita del Caveau Aureo.

Epilogo

Quando il fragore della Roccaforte di Zolfo si spense e il mondo tornò a respirare, gli Specialisti compresero che la vittoria aveva lasciato un segno più profondo di qualsiasi ferita.

Il marchio di Vrakir non era solo una minaccia latente. Aveva reso i suoi portatori visibili al male. Creature oscure, grandi e piccole, avvertivano la loro presenza come un richiamo inevitabile. Ovunque andassero, l'ombra sapeva dove cercarli.

Da quel momento, nessuna vita sarebbe stata davvero ordinaria.

Door tornò al mare. Navigare divenne di nuovo la sua esistenza, tra rotte aperte e orizzonti senza confini. Ma anche tra le onde il marchio attirava presagi e mostri, e ogni traversata era una veglia silenziosa contro ciò che si muove nelle profondità.

Gimble scelse di ricordare. Mise per iscritto le loro imprese in una cronaca che intitolò I 7 dell'Operazione Drago. Il racconto era così assurdo, così carico di coincidenze e orrori inverosimili, che chi lo lesse lo liquidò come pura fantasia. Ed era proprio questo il suo più grande successo.

Per Laki Scudardente, il marchio e i patti infranti segnarono una fine. Abbandonò la vita ecclesiastica e i compromessi con le forze oscure, scegliendo il silenzio e l'ascesi dopo un'esistenza trascorsa nella guerra. Non cercò redenzione, ma un modo per dimostrare che anche chi ha vissuto nel sangue può trovare la pace.

Saoirse "Ducky" Caleanor e Killian Lanshanakiir fecero ritorno nella Selva Fatata, nel Palazzo dei Desideri Reconditi, per chiedere udienza a Zybilna, Regina Fatata e patrona di Killian. Ella li accolse e, come ricompensa, li liberò dal marchio di Vrakir. Ma il dono fu accompagnato da un monito: le forze di corruzione e malvagità affrontate avevano lasciato un'impronta più profonda di qualsiasi segno visibile. Anche senza marchio, non sarebbero mai stati davvero liberi.

Zaiban tornò all'orfanotrofio da cui era partito. Capì che non sempre è la forza a rendere il mondo un posto migliore: a volte è la presenza, la protezione silenziosa, l'esempio. Eppure non rinnegò ciò che era diventato. Il marchio, che attirava creature malvagie, divenne anche uno strumento: un'esca. Se il male lo cercava, Zaiban avrebbe fatto in modo di farsi trovare pronto.

Pietro Gambadiroccia non lasciò spiegazioni. Non si seppe mai da dove provenisse davvero, né quando avesse fatto la sua comparsa nelle loro vite. Dopo gli eventi della Roccaforte di Zolfo, semplicemente scomparve. Forse tornò alle sue origini, se mai ne aveva avute. Forse scelse, come gli altri, di tentare una vita normale — ammesso che una cosa simile fosse ancora possibile dopo ciò che avevano affrontato. Di lui non rimasero cronache, né tracce certe.

Intanto, il Libro delle Fosche Tenebre era stato recuperato. Distruggerlo non era possibile, né desiderabile. Alcuni oggetti non possono essere annientati senza spezzare qualcosa di più grande del mondo stesso. La scelta fu diversa.

Il Tomo venne custodito da Aurinax, nel Caveau Aureo: un luogo che non è solo pietra e sigilli, ma volontà, vigilanza e rinuncia. Lì il Libro non sarebbe stato studiato, né usato, né dimenticato. Sarebbe rimasto fuori dalla portata del mondo.

Così nacque il Caveau Aureo. Non come un'organizzazione riconosciuta. Non come una leggenda condivisa.

Ma come un principio.

Quando un artefatto è troppo pericoloso per essere distrutto. Quando la verità è troppo destabilizzante per essere resa pubblica. Quando la luce non può permettersi di giudicare senza comprendere.

Allora qualcuno agisce nell'ombra. Qualcuno chiude una porta. Qualcuno conserva una chiave.

Alcuni dicono che il Caveau Aureo non sia mai esistito. Altri che sia solo un mito, raccontato dai ladri per spaventare altri ladri.

Ma quando un potere antico scompare senza lasciare tracce, quando un artefatto proibito svanisce sotto il naso di re, culti e tiranni, c'è una possibilità che non può essere ignorata: il Caveau Aureo ha colpito ancora.

E nessuno saprà mai quanto il mondo gli deve.