La sala della luna scarlatta

Principi dell’apocalisse — Culto della fiamma eterna

Un luogo che non dovrebbe esistere

Tra i pendii più selvaggi delle colline, la Sala della Luna Scarlatta si nasconde come una ferita mai rimarginata. Un tempo rifugio di druidi e cacciatori, oggi è evitata persino dagli abitanti più temerari della valle. Chi vi si avventura raramente fa ritorno.

Di notte, bagliori rossastri filtrano tra gli alberi. Il crepitio delle fiamme si mescola al vento. Il culto del fuoco ha trovato qui la propria roccaforte.


Crepe sotto Red Larch

Il ritorno al villaggio non porta sollievo. Dopo gli attacchi dei cultisti, Red Larch è scossa: i sacerdoti sono scomparsi e il terreno stesso sembra cedere. Alla base del Santuario di Tutte le Fedi, una dolina si è aperta nel suolo.

Gli avventurieri scendono ancora una volta nei cunicoli sottostanti. Gli smottamenti hanno rivelato nuovi passaggi… e nuove minacce. Dalle ombre emergono scheletri ardenti, armi incandescenti strette tra ossa annerite. Il combattimento è violento, ma l’orda viene abbattuta prima che possa risalire in superficie.


Un rituale spezzato

Tra i detriti restano le tracce di un incantesimo interrotto: candele consumate, cerchi bruciati, simboli di fuoco. Il Culto della Fiamma Eterna aveva tentato di risvegliare i morti del cimitero per trasformarli in un esercito di fiamme.

Solo lo smottamento ha impedito una catastrofe più grande.

Più in profondità, una porta di pietra conduce a corridoi nanici dimenticati. È lì che gli eroi incontrano Banduril Giustoferro, spirito custode di Besilmer, che offre rifugio e rivela l’esistenza di Tyar-Besil, la città sepolta sotto le colline.


Una valle che si sgretola

Mentre gli eroi ricompongono i frammenti, un’altra verità emerge. A Red Larch, la setta dei Credenti viene smascherata. Notabili corrotti, avvelenamenti, fughe improvvise. Il “bene comune” si rivela una maschera per paura e potere.

La valle non è solo minacciata dall’esterno. Sta marcendo dall’interno.


Il disegno completo

Mappe, simboli e testimonianze compongono finalmente il quadro.
Aria, acqua, terra: tutti i culti sono stati incontrati, combattuti o smascherati.

Resta il fuoco.

Le voci parlano di un circolo druidico deviato, pronto a compiere un rito chiamato Gigante di Vimini: un rogo purificatore che promette di “ripulire” la valle. Ma gli eroi hanno imparato che il fuoco non purifica. Consuma.


Verso la collina

Guidati dalle mappe di Banduril, il gruppo si mette in marcia verso la Sala della Luna Scarlatta. Il cielo si tinge di rosso al tramonto, e l’odore di cenere precede il cammino.

La battaglia sulla collina è feroce. I cultisti della Fiamma Eterna combattono senza paura, alimentati dal fanatismo. Elizar Dryflagon cade, ma nuovi nemici — tra cui due licantropi — mettono a dura prova gli avventurieri ormai stremati.

Quando tutto sembra perduto, la natura stessa risponde.


Alleati inattesi

Dalle pendici emergono tre figure: un’aquila in picchiata, una tigre che travolge i nemici, un orso che carica con furia primordiale. Sono i druidi del Circolo della Luna, sopravvissuti alla corruzione.

La guarigione arriva all’ultimo istante. I superstiti del culto vengono abbattuti, e il silenzio cala finalmente sulla collina.


La discesa

Sotto la Sala della Luna Scarlatta, i druidi rivelano un passaggio nascosto. Conduce alle profondità di Tyar-Besil.
Lì arde il vero cuore del culto: il Tempio della Fiamma Eterna.

La battaglia in superficie è finita.
Ora resta solo la discesa.