Il caveau di Vidorant

Missione 8 – Campagna Principale

La Società delle Dita Argentee non è una gilda qualunque. I suoi membri mettono a segno colpi impossibili: gioielli della corona, segreti di stato, ricchezze sorvegliate da magia e acciaio.

Tra i suoi ranghi, decenni fa, c’era anche Nixylanna Vidorant, ladra elfa specializzata in infiltrazione e serrature. Collaborava con un nano, Samphith Barbadoro, pianificatore brillante e abile nel muovere contatti e favori.

La coppia si spezzò sul furto del diadema di rubini di Erlynn la Beata: Vidorant fuggì col cimelio, Barbadoro venne catturato. Da quel momento la rivalità divenne odio.

Ora Barbadoro guida la Società e ha lanciato una sfida pubblica: chiunque riuscirà a rubare il diadema a Vidorant otterrà un favore.
Per il Caveau Aureo, è un’occasione. Per Barbadoro, un’umiliazione da consumare fino in fondo.

Ombre e sospetti

A Waterdeep, gli agenti cercano di mantenere un profilo basso in una locanda vicino alle banchine.
Non funziona.

Il sergente Cromley entra senza preavviso. Osserva a lungo, poi mette insieme i pezzi: Varkenarx, il casinò, il barile consegnato alla milizia, le “giustificazioni” di Meera, gli spostamenti troppo frequenti.

Non ha tutto. Non ancora. Ma ha abbastanza.

Il messaggio è chiaro:
una volta può chiudere un occhio. Alla prossima, ci sarà un prezzo.


L’incontro con Barbadoro

L’incarico arriva subito dopo.
Barbadoro riceve il gruppo in un ufficio affacciato sul porto: barba curata, sguardo fermo, rancore trasformato in metodo.

Spiega dove si trova il caveau di Vidorant, conferma la ricompensa e insiste su una sola cosa: velocità e silenzio. Niente clamore. Niente errori.


Il porto e la casa di fronte

Il gruppo è al completo: Anistirc, Merean, Khùm, Emy, Lamaca, Nymriel e Zarek.
Per due giorni si appostano in una casa disabitata di fronte all’edificio che ospita il caveau.

Finestre come feritoie. Tapparelle abbassate. Appunti rapidi.
Turni di guardia, ronde, ingressi secondari, uscite di sicurezza.

A Waterdeep non sono fantasmi.
E questo rende ogni dettaglio più pericoloso.


L’inizio dell’infiltrazione

La sera stabilita, quando è il momento di muoversi, Merean svanisce nel nulla.
È diventato quasi un presagio.

Anistirc resta all’esterno come vedetta. Gli altri si posizionano sotto il balcone scelto come ingresso: due guardie fisse.

Lamaca e Zarek salgono per primi. Silenziosi. Precisi.
Lamaca prova a addormentare le sentinelle. Fallisce.

Le guardie reagiscono e gridano. Per un attimo, tutto rischia di crollare.
Khùm e Nymriel intervengono e immobilizzano le sentinelle prima che l’allarme diventi definitivo.

Lamaca lancia un’invisibilità di gruppo. Emy assume le sembianze di una delle guardie. Quando arrivano i rinforzi, Emy riesce a convincerli che si è trattato di un falso allarme.

La tensione cala.
Ma il margine d’errore è finito.


L’accesso al caveau

L’interno profuma di legno antico e polvere di velluto.
Tappeti, vetrine, specchi, lampade a olio: l’estetica di chi vuole mostrare ricchezza e controllo.

Nel seminterrato, dietro una porta metallica, si trova il caveau.
Anistirc viene richiamato per l’unica parte che nessuno vuole sbagliare: la serratura cede.

Dentro, oggetti sotto campane di cristallo e griglie dorate.
E una teca: il diadema di rubini.

Lamaca disinnesca le trappole magiche. Un ultimo sguardo.
Il diadema è nelle loro mani.


L’offerta di Vidorant

Sulla via del ritorno, una figura appare nel corridoio: Nixylanna Vidorant.
Sorriso calmo, postura di chi non ha bisogno di minacciare.

Propone uno scambio: il diadema in cambio di informazioni e immunità.

Il rifiuto è immediato.
Vidorant svanisce come un’ombra, lasciando dietro di sé solo la certezza che nulla, lì dentro, era davvero inatteso.


La figura mascherata

Dal buio emerge una figura alta, mascherata, avvolta da un’aura di potere caotico.
Niente armi. Solo mani nude e energia oscura.

Prima che qualcuno possa reagire, la realtà si spezza: il corridoio viene inghiottito da un reame specchio, instabile, fatto di ombre e geometrie deformate. Sopra e sotto smettono di avere significato.

Un altro colpo: i corpi si scambiano.
Ognuno si ritrova intrappolato nella fisicità di un altro.

Confusione, panico, istinto. Colpi sbagliati per mani non familiari. Magie pronunciate con voce che non riconosce se stessa.
Il combattimento è brutale, ma il gruppo resiste, si adatta, e alla fine travolge la figura mascherata.


Rivelazione e fuga

La maschera cade.
È Selina.

Corrotta. Irroconoscibile. Eppure, in quel volto, c’è abbastanza da far male.

Quando smette di respirare, il corpo si dissolve in una colata oscura, lasciando dietro di sé solo la maschera e un paio di anelli rinforzati. Il reame specchio collassa e il corridoio torna reale.

Sul balcone appare Anistirc: è ora di andarsene.

Si calano in fretta.
E proprio allora Merean riappare, come sempre, ricoperto di sangue.

Dalla strada arrivano urla e passi: la milizia di Waterdeep sta convergendo. Il gruppo si disperde, ma non tutti sono abbastanza rapidi.

Emy viene sorpresa mentre lancia un incantesimo di camuffamento.
Zarek viene visto allontanarsi dall’edificio.
Merean attira attenzione per il sangue.

Arresto. Interrogatorio. Tensione.

Poi entra Cromley.
Un ammonimento secco. Una multa pesante. Nient’altro.

Per ora.


Il pagamento

Tornati alla locanda, Barbadoro paga la ricompensa pattuita.
Ma quando Lamaca mostra alcuni documenti sottratti dalla scrivania di Vidorant, il nano non esita: altre monete passano di mano, in oro sonante.

La missione è conclusa.
Il diadema è stato recuperato.

Ma a Waterdeep l’aria è più stretta.
E il nome di Selina resta addosso come una bruciatura.


Missioni

❌ Il Mistero di Melmoscura
✅ La Mossa Stigia
✅ Puntare alle Stelle
✅ Prigioniera n° 13
✅ Ingranaggi Selvaggi
✅ Furto su Tela
❌ Voce dall’Oltretomba
✅ Il Caveau di Vidorant