Missione 9 – Campagna Principale

Molto tempo fa, il gigante Xeluan fu tradito dai suoi simili e lasciato a morire. Un gruppo di eroi lo salvò e, per gratitudine, Xeluan giurò di servirli. Insieme compirono imprese memorabili, fino a quando terremoti ed eruzioni minacciarono la loro patria.
Per proteggere la popolazione, Xeluan scavò una cittadella nel fianco di una montagna e, con un ultimo sacrificio, infuse la propria energia vitale nella protezione. Il suo corpo si pietrificò, sorreggendo per sempre la città.
Gli eroi costruirono un mausoleo attorno alla sua forma e si fecero seppellire accanto a lui. Nei secoli la cittadella cadde in rovina, ma la Tomba di Xeluan rimase sigillata.
Fino a quando lo Sfregio d’Onice iniziò a saccheggiarla, vendendo frammenti del corpo pietrificato del gigante.
I terremoti tornarono. E qualcosa di peggiore si risvegliò.

La rivelazione
Gli agenti vengono convocati in una sala sotterranea della Torre del Bastone Nero. Le rune sulle pareti emettono una luce azzurra, l’aria è tesa.
Meera appare… e poi si dissolve.
Al suo posto resta Vajra Safahr.
La verità cade come una lama:
- il Caveau Aureo non è mai esistito
- Meera e Vajra sono la stessa persona
- gli agenti sono stati guidati, preparati, manipolati
La minaccia è Krokulmar.
Il frammento trafugato dalla Tomba di Xeluan è parte del suo potere, insinuato nel mondo.

«Guardate cosa avete fatto. Guardate dove siete arrivati. Nessuno può fermarvi ora.»
Vajra consegna loro una pergamena da strappare per tornare da lei a missione conclusa.
Il gruppo resta in silenzio, schiacciato da rabbia, incredulità e dalla consapevolezza che non esiste più una via di fuga.
Verso Oztocan

Il teletrasporto li porta a Oztocan, una cittadina ai piedi della montagna. Le strade sono spaccate, la gente vive nel terrore di nuovi crolli.
Qui incontrano:
- Leandro Sedhar, drammaturgo eccentrico, che racconta la leggenda di Xeluan come fosse un poema epico
- il sindaco, spaventato e pragmatico, che conferma il ruolo dello Sfregio d’Onice
Il piano è semplice e disperato: infiltrarsi nella tomba fingendosi lavoratori dello Sfregio.
La notte prima dell’azione, Oztocan trema violentemente.
Il tempo è finito.
Nel cuore della Tomba

La tomba è un labirinto profanato: rune spezzate, reliquie trafugate, resti pietrificati mutilati. Le torce si accendono e spengono come se la luce stessa esitasse.
Gli agenti assistono a una scena agghiacciante: un mago dello Sfregio sperimenta sul corpo di Xeluan. Quando Lamaca protesta, ordina freddamente:
«Frustatela a morte.»
Lamaca viene trascinata via. Poi esplode la violenza: si trasforma in orsogufo e massacra le guardie.
In quello stesso istante, un boato scuote le gallerie.
Esplosioni. L’ingresso principale crolla.
Una voce femminile, gelida, si diffonde tra la polvere:
«Sapevo che Vajra vi avrebbe spedito qui. L’aura di Xeluan soffoca la magia. Questo posto sarà la vostra tomba.»
Rilago e il frammento

Gli agenti tentano di riposizionare il frammento nel corpo del gigante, ma falliscono.
Allora appare Rilago, uno degli eroi sepolti accanto a Xeluan.
«Non avete voi il potere di sanare ciò che è stato spezzato. Ma io sì.»
Lo spirito possiede uno degli agenti e, guidandone il corpo, ricolloca il frammento nel petto del gigante.
La statua si illumina di bagliori verdi e dorati.
Con un boato sordo, i terremoti cessano.
La montagna tace.
Ma l’aria sta finendo.
Il giardino di spore
Cercando una via di fuga, il gruppo entra in una grotta nascosta: un giardino spettrale attorno a una fontana. Spore bianche fluttuano come neve malata.
Dai funghi emergono miconidi guerrieri.
La battaglia è rapida e feroce, combattuta con i polmoni già in fiamme. Quando gli ultimi cadono, resta solo il silenzio… e la mancanza d’aria.
La fuga dall’abisso
Khùm osserva la fontana.
«L’acqua… da dove viene?»
Lamaca si trasforma in delfino e si immerge. Trova un cunicolo sommerso che conduce fuori dalla montagna. È l’unica via.
Emy assume la stessa forma. Khùm viene legato a uno dei due.
Il passaggio è lungo, buio, soffocante. L’aria finisce. Khùm sta per cedere…
Poi luce.
Aria.
Cielo.
Stremati, raggiungono la riva e strappano la pergamena.
Ritorno al Bastone Nero
In un istante sono di nuovo davanti a Vajra Safahr.
Oztocan è salva. Xeluan può finalmente riposare.
Ma la voce nelle viscere della montagna — quella che li ha maledetti — non li ha mai lasciati davvero.
Missioni
❌ Il Mistero di Melmoscura
✅ La Mossa Stigia
✅ Puntare alle Stelle
✅ Prigioniera n° 13
✅ Ingranaggi Selvaggi
✅ Furto su Tela
❌ Voce dall’Oltretomba
✅ Il Caveau di Vidorant
✅ Frammento del Maledetto