Il dungeon del mago folle – Sessioni: 1–10

Il primo livello di Sottomonte è un labirinto di corridoi, sale di guardia, armerie abbandonate e passaggi segreti, popolato da goblin, bugbear, aberrazioni psioniche e agenti della Gilda di Xanathar.
È il banco di prova del Mago Folle: un luogo pensato per attirare, illudere e spezzare gli avventurieri che osano compiere la prima discesa.
Il richiamo del vuoto
Waterdeep, la Città degli Splendori, è un crocevia di ambizioni e fughe.
Tra le sue strade affollate, un luogo più di ogni altro catalizza voci e ossessioni: la locanda del Portale Spalancato. Nel cuore della sala si apre un pozzo antico, un abisso che conduce a Sottomonte, dimora del folle arcimago Halaster.
Le storie parlano di ricchezze senza misura, poteri dimenticati e morte certa. Più si ascoltano quei racconti, più il richiamo diventa insistente, fino a trasformarsi in necessità.
Edvige, Mandos, Gniomio, Nerravan e Lorelain rispondono a quel richiamo senza conoscersi davvero, uniti solo dalla sensazione di essere stati scelti.
Al momento della discesa, un sogno li avvolge: acqua nera, tentacoli invisibili, una voce che sussurra nella mente:
«la vita è un sogno, la morte è il risveglio»
Poi il buio. E la pietra fredda sotto i piedi.
Le prime gesta
Il risveglio avviene nel silenzio innaturale del dungeon. La necessità di sopravvivere trasforma cinque estranei in un gruppo.
Edvige si impone come prima linea, Mandos si appropria di una lama antica dal potere inquietante, Gniomio gioca con illusioni e fuoco, Nerravan provoca e sfida, Lorelain tenta di mantenere un fragile equilibrio, offrendo dialogo anche dove sembra non esserci spazio per esso.
Tra le prime sale emergono cadaveri con nomi incisi sulle armature, bassorilievi astratti che sembrano marchi di Halaster e una stanza di guardia saccheggiata. Un trono di rame con bracci a forma di serpente si rivela una trappola: creature improvvisate, finte e grottesche, assalgono il gruppo, lasciandolo ferito e a corto di risorse.
In una camera inclinata, una statua a quattro braccia custodisce uno scrigno. All’interno giace un cuore avvizzito, pulsante di malvagità. Edvige lo distrugge senza esitazione.
Bestie e presagi
Lo scontro con tre manticore mette seriamente alla prova il gruppo. Edvige rischia la vita, ma la vittoria porta ricompense: monete, armi pregiate e oggetti di fattura raffinata.
Durante un breve riposo, il dungeon rivela il suo vero volto. Un troll irrompe nello scontro, e la lama maledetta di Mandos prende il sopravvento. Il combattimento degenera in tragedia.
Quando la polvere si posa, Edvige, Mandos e Nerravan giacciono morti.
Il gruppo è spezzato.
L’obelisco nero
Altrove, in superficie, due ignari viandanti percorrono le strade notturne di Waterdeep. In un vicolo dimenticato, un obelisco nero assorbe la luce della luna.
Una voce risuona:
«viviamo tra cose destinate a morire»
Ordak ed Erevan si risvegliano nel silenzio di Sottomonte, richiamati dallo stesso potere che ha già reclamato altre vite.
Ombre e alleanze
Il dungeon si apre su nuove visioni: una maschera di bronzo che rivela segreti, una verga bianca di origine ignota, un diadema in grado di sprigionare fiamme. Nelle antiche forgie, tra resti di vermi e simboli nanici, emerge l’influenza della Gilda di Xanathar.
L’incontro con Halleth Garke, un revenant guidato solo dalla vendetta, cambia il corso dell’esplorazione. Halleth conduce il gruppo contro goblin, ettin marchiati e traditori, fino a un obelisco che svela la verità sul suo destino.
Verso il cuore del livello
Le tracce conducono a un regno sotterraneo dominato da goblin. Bassorilievi nanici sono stati scalpellati e sostituiti da volti grotteschi, segno di un potere recente e arrogante.
Qui Halleth individua l’ultimo dei suoi traditori. Lo giustizia senza esitazione.
Con la vendetta compiuta, il revenant si dissolve, lasciando dietro di sé solo silenzio e passaggi aperti verso il basso.
Oltre il primo passo
Il primo livello è alle spalle.
Tre compagni sono morti.
Il gruppo è cambiato.
Oggetti misteriosi, visioni e simboli rimangono senza risposta.
Sottomonte ha osservato. Ha colpito. E ha deciso che possono continuare.
Davanti a loro, la discesa prosegue.