Il dungeon del mago folle – Sessioni: 90-92

Il quindicesimo livello di Sottomonte non è un luogo da esplorare, ma una prova da sopravvivere. Halaster ha trasformato questo piano in un meccanismo di selezione brutale: trappole, ostacoli e creature sono disposti non per difendere qualcosa, ma per spezzare chi avanza.
Qui non esistono rifugi né alleanze. Solo resistenza, sacrificio e fallimento.
Spogliati ancora
All’ingresso del livello, la voce di Halaster risuona senza volto né corpo. Ordina al gruppo di deporre le armi su un carrello e di avanzare disarmato.
Obbedire significa accettare le regole. Rifiutare significa morire.
Il terreno si apre subito in fosse nascoste, passaggi instabili e un fiume di lava che taglia il livello come una ferita. Statue di mind flayer osservano il cammino, emanando un potere psichico che piega la volontà e costringe alla resa. Solo kenan riesce a resistere pienamente all’influsso.
La prova del patto
In una sala isolata, un forziere attira lorelain con una forza irresistibile. L’incantesimo che lo protegge è una trappola dello spirito: uno dopo l’altro, ordak ed elibolg cadono sotto lo stesso richiamo.
Restano solo kenan e aralith.
Nel loro avanzare incontrano lo spirito del paladino fidelio, legato a questo livello e consumato dall’odio verso il suo carceriere: netherskull, beholder non morto e signore incontrastato del piano.
Fidelio offre un patto disperato: guida e sopravvivenza in cambio dell’eliminazione del tiranno.
Non c’è una vera scelta.
Il canyon di lava
Lo scontro avviene nel cuore del livello, sospeso sopra colate incandescenti. Netherskull emerge come una divinità di morte e controllo, scatenando raggi, catene arcane e terrore.
La battaglia è un collasso progressivo.
Lorelain cade.
Aralith viene abbattuta e si rialza mutata.
Elibolg perde ogni freno.
Ordak viene pietrificato e poi spezzato nella volontà.
Kenan fugge, unico a mantenere lucidità sufficiente per sopravvivere.
In un ultimo gesto, elibolg restituisce la vita a lorelain, ma il prezzo è permanente: la pietra resta nella carne.
La vittoria di Netherskull

Netherskull non viene distrutto.
Svapora nell’aria insieme allo spirito di fidelio, portando con sé la sua vendetta incompiuta. Prima di sparire, lega ordak a sé, trasformandolo in schiavo e trofeo.
Il livello non viene superato: viene lasciato dietro come un campo di cadaveri e rimpianti.
Dopo il percorso
La discesa si conclude con la sconfitta del gruppo.
Uno dopo l’altro, gli avventurieri vengono spezzati dalla volontà del dungeon. Solo Kenan riesce a fuggire, strappandosi all’ultimo istante alle profondità, ma la salvezza non è una vittoria: il peso della distruzione dei compagni lo accompagnerà oltre Sottomonte, lasciando cicatrici che nessuna distanza potrà cancellare.
Da qualche parte, Halaster osserva.
Non interviene, non commenta. Assiste impassibile alla fine dell’ennesimo gruppo che ha osato spingersi troppo in profondità, come i titani che tentarono di scalare l’Olimpo e subirono la punizione degli dei.
Poi il dungeon torna al silenzio.
I corridoi si ricompongono, le trappole si riattivano, le ombre riprendono possesso degli spazi.
Sottomonte attende.
Nel buio, paziente.