Il nucleo del Dweomer

Il dungeon del mago folle – Sessioni: 62–64

Il nono livello di Sottomonte è un’accademia arcana deformata dalla follia del suo creatore. Corridoi di pietra nera, aule abbandonate e laboratori instabili si intrecciano in un luogo dove la magia non è mai neutra e ogni incantesimo lascia una cicatrice.

Qui Halaster non è solo una presenza: è il rettore invisibile di una scuola che continua a funzionare secondo regole incomprensibili, popolata da apprendisti spezzati, costrutti senz’anima e illusioni crudeli.

La soglia della scuola

Attraverso un portale antico, il gruppo accede al nucleo del dweomer. L’aria vibra di energia arcana e il silenzio è carico di presagi. Nel grande atrio, una statua domina la sala e un anfratto nascosto custodisce una candela magica.

La sua accensione scatena una trappola: il pavimento si chiude, fumi velenosi invadono la stanza. Ancora una volta è Gniomio a trovare una via di fuga, trasformandosi in nebbia e aprendo un varco per gli altri.

La scuola li ha accolti. Non intende lasciarli andare facilmente.


Il patto di Halaster

Nella sala d’attesa compare il simbolo della mano putrefatta. Poco dopo, Halaster stesso si manifesta, non come un tiranno furioso ma come un anfitrione divertito.

Propone un patto: libertà di movimento all’interno dell’accademia in cambio dell’eliminazione di una creatura indesiderata. Rifiutare non è un’opzione reale. Il gruppo accetta, consapevole di aver appena firmato un accordo con qualcosa che non gioca secondo le stesse regole.

Durante l’esplorazione incontrano Turbolenza, una giovane maga instabile, che promette di guidarli se aiuteranno a liberare la sorella Violenza, prigioniera della scuola.


Le aule della follia

Le sale del nucleo sono un susseguirsi di esperimenti falliti e lezioni mai concluse. Automi di pietra pattugliano corridoi, illusioni alterano la percezione e la magia stessa sembra osservare chi la usa.

Elibolg è colpito da un delirio arcano e inizia a simulare incantesimi inesistenti. Lorelain perde di vista Gniomio, temendo di averlo perso per sempre tra le pieghe della scuola.

Il ricongiungimento avviene più tardi, carico di sollievo e tensione. Ma non c’è tempo per riprendersi.


La vice preside

Medley, la vice preside dell’accademia, si rivela una nemica spietata. Trasforma la scuola in un campo di battaglia, scatenando golem di carne contro il gruppo.

Lo scontro è violento. Aralith cade e si rialza a fatica, Ordak spezza i costrutti uno dopo l’altro, Lorelain regge il fronte con magia protettiva. Medley viene infine sconfitta, ma non distrutta: la sua forma eterea svanisce, promettendo vendetta.

Quando la situazione degenera, Halaster interviene di nuovo, teletrasportando il gruppo fuori dal cuore della scuola. Il patto è sospeso, non concluso.


La cella dell’apprendista

Non tutti escono indenni. Gniomio viene separato dal gruppo e rinchiuso in una cella di punizione. Qui affronta prove crudeli, tentazioni arcane e la seduzione della conoscenza proibita.

Il confine tra ambizione e follia si assottiglia. Il prezzo del sapere si fa chiaro, ma la scelta non è ancora definitiva.


Il nucleo del dweomer rimane alle spalle, ma non chiuso.
Halaster ha osservato, giudicato e sorriso.
La discesa continua, con la consapevolezza che non tutti i pericoli di Sottomonte sono fatti di lame e mostri: alcuni insegnano, attendono e ricordano.