Il livello del Sargauth

Il dungeon del mago folle – Sessioni: 19–27

Il terzo livello di Sottomonte si estende lungo le rive del fiume Sargauth, un corso d’acqua sotterraneo che attraversa rovine naniche sommerse e gallerie naturali scavate dal tempo. È una regione contesa, frammentata da conflitti aperti e alleanze precarie, dove la sopravvivenza dipende più dalle scelte che dalla forza bruta.

Qui si muovono eserciti organizzati, culti oscuri e mercanti senza scrupoli. E, nascosta fra le ombre, attende Skullport.

Catacombe e rovine dei Melairkyn

La discesa conduce il gruppo in antiche catacombe naniche, dove l’umidità del fiume ha corroso bassorilievi e tombe dimenticate. I simboli dei Melairkyn raccontano di un passato di ingegno e fede, ora ridotto a rovine silenziose.

Tra le sale emergono oggetti spezzati e reliquie enigmatiche: un bastone frantumato in più parti, un globo di cristallo inciso da rune e una statua dedicata a Gond. L’esplorazione è interrotta da abomini tentacolari che si annidano fra i detriti, abbattuti con fatica grazie alla magia e alla determinazione del gruppo.

Un tempio dedicato a Dumathoin rivela segni di profanazione recente. I simboli del dio nanico sono stati deturpati e ricoperti da marchi drow, chiara indicazione di una presenza ostile che controlla parte del livello.


Prigionieri e alleanze

In una prigione sotterranea vengono liberati due prigionieri.

Lurrash, un hobgoblin fiero, conduce il gruppo verso la Legione di Azrok, un esercito disciplinato che combatte apertamente contro i drow della casata Auvryndar.
Marta Moonshadow, un’elfa del sole privata del proprio focus arcano, appare invece inquietantemente attratta dalla società drow, segnata da ciò che ha vissuto in cattività.

L’incontro con Azrok e la regina Lurkana sancisce una fragile alleanza. La legione mantiene il controllo di parte del livello, ma ha subito un colpo grave: il pugnale della vista cieca, reliquia che permetteva ad Azrok di vedere oltre l’oscurità, è stato rubato.

Le informazioni convergono su un’unica destinazione: Skullport.


L’arrivo di Elibolg

Seguendo una poesia incisa nella pietra, il gruppo attraversa il fiume Sargauth camminando sulle acque. In una caverna infestata da demoni barlgura affronta uno scontro violento, che si conclude con la scoperta di un antico forziere nascosto da un meccanismo rituale.

È qui che incontrano Elibolg.

Guerriero segnato dalla furia e da un’arma dal nome ironico, Elibolg si unisce alla compagnia portando con sé forza bruta e una rabbia difficile da contenere. Il gruppo si ricompone ancora una volta, più potente ma anche più instabile.


Le ombre di Skullport

Skullport emerge dalle tenebre come una città senza legge: mercati clandestini, torri di guardia improvvisate e taverne sorvegliate da creature mostruose. Qui il potere cambia mani di continuo, e ogni accordo ha un prezzo nascosto.

Tra mercanti ambigui, una bambina goblin in cerca della sua bambola e la cosiddetta maga dei topi, il gruppo raccoglie indizi sul furto del pugnale. I responsabili sono duergar della casata Ironeye, ma dietro le quinte agisce una mente più pericolosa.

Uno scontro con scheletri minotauri e guardie corrotte rende evidente quanto fragile sia l’equilibrio della città.


Il burattinaio nell’ombra

Le informazioni conducono a un mind flayer che manipola Skullport come un gioco di pedine. Con l’aiuto di Lurkana, il gruppo organizza un diversivo e lo affronta nel cuore del suo dominio.

Lo scontro è feroce. La creatura spezza la volontà di Elibolg, costringendolo a rivoltarsi contro i compagni, mentre divoracervelli e mercenari si riversano nella sala. Solo la determinazione collettiva permette di abbattere il burattinaio.

Con la sua caduta, Skullport perde uno dei suoi controllori più pericolosi, ma resta una città instabile e corrotta.


Oltre il fiume

Un mercante demoniaco che trafficava bambini goblin viene affrontato e scacciato. Lurkana mantiene la parola data, aprendo al gruppo un passaggio sicuro verso il basso.

Il livello del Sargauth resta alle spalle: un territorio segnato da guerre, alleanze forzate e compromessi morali. Il pugnale è stato recuperato, ma nulla è davvero risolto.

Il fiume continua a scorrere nell’oscurità.
La discesa prosegue.