Mors tua vita mea

Il drago del picco Gugliaghiacciata — Sessione 7

La compagnia, dopo aver consolidato la propria fama e aver visto allontanarsi la minaccia più immediata, fa ritorno a Phandalin. Tra rifornimenti, riposi e rapporti con gli abitanti del villaggio, l’attenzione del gruppo si concentra presto su una nuova preoccupazione: l’idea di un rifugio sicuro, lontano dai pericoli che circondano la città.

Una fortezza antica, conosciuta come Roccadascia, si erge nel cuore di una montagna a sud. Un tempo possente bastione nanico, ora appare abbandonata e sigillata dal tempo. La sua posizione strategica e la robustezza delle mura suggeriscono che potrebbe fungere da rifugio per la popolazione di Phandalin. Senza esitazione, gli avventurieri si organizzano per affrontare quel luogo dimenticato.

La rocca addormentata

Dopo un viaggio rapido, il gruppo raggiunge le pendici della possente fortezza. Le mura raccontano secoli di storia, ma un silenzio innaturale avvolge ogni pietra. Le porte, chiuse da tempo immemore, non oppongono una resistenza insormontabile: con astuzia e abilità, gli eroi riescono a penetrare all’interno.

L’aria che li accoglie è greve e stagnante, impregnando ogni stanza di un senso di abbandono profondo. Le sale interne sembrano monumenti alla polvere del tempo, con detriti sparsi e scaffali di antichi arredi che ricordano l’antica grandezza della rocca.


L’oscura presenza

La quiete non dura a lungo. Dalle ombre emergono ghoul affamati, attratti dalla presenza di carne viva. Il primo scontro è feroce ma rapido: i non morti vengono spazzati via, ma la loro esistenza parla di un oscuro corruttore che si è insinuato nella rocca ben prima dell’arrivo degli avventurieri.

Man mano che il gruppo avanza, altri gruppi di creature immondi si ergono lungo il cammino, costringendo gli eroi a combattere più volte. Ogni battaglia sembra più intensa della precedente, e il peso della polvere e dei secoli si fa sentire sui corpi e sulle menti.

Alla fine, raggiungono la sala del trono, dove un ghoul di potere superiore li attende, adornato con un anello che suggerisce qualche residua nobiltà o potere corrotto. Al suo richiamo, altri non morti si riversano nella stanza, e ha inizio un conflitto ben più violento di quelli precedenti.


Riorganizzarsi nella cucina

La ferocia dei nemici inizia a pesare sulle energie del gruppo. Nonostante la forza e la determinazione, gli avventurieri capiscono che un approccio frontale non basterà ancora. Con un colpo di genio e un’attenta valutazione della situazione, decidono di ritirarsi temporaneamente nella cucina della fortezza, un luogo relativamente riparato.

Qui si barricano, curano le ferite, riorganizzano le risorse e ricalibrano i piani. Tra un sorso d’acqua e una parola d’incoraggiamento, la cucina si trasforma in un improbabile quartier generale, pronto ad accogliere la seconda ondata di scontri che la rocca richiederà.

La rotta all’interno di Roccadascia è tutt’altro che semplice, ma la determinazione del gruppo non vacilla. Con nuove strategie in mente e la consapevolezza di aver già superato prove difficili, gli avventurieri si preparano a riprendere l’esplorazione verso il cuore della fortezza, dove i segreti dei non morti e le ombre più profonde li attendono.