Il drago del picco Gugliaghiacciata — Sessione 11

La cima del Picco Gugliaghiacciata si staglia all’orizzonte come una sfida definitiva: un monolite di neve, roccia e vento che sembra scolpito per testare il coraggio di chi osa avvicinarsi. Il gruppo, consapevole dell’importanza di questo momento, si avvia verso l’ultima grande impresa: affrontare Criovenn, il giovane drago bianco che ha seminato paura e distruzione per tutta la regione.
La scalata della montagna
Il percorso verso la vetta è arduo e insidioso. Ghiaccio affilato come lama, strapiombi nascosti e correnti gelide mettono alla prova la resistenza fisica e mentale degli avventurieri. Ogni passo richiede equilibrio e attenzione, eppure la determinazione non viene meno. Le vette circostanti, silenziose e imponenti, sembrano osservare il passaggio del gruppo, come testimoni muti di ogni prova affrontata fin lì.
Dopo ore di marcia estenuante e ripetuti ostacoli naturali, il gruppo raggiunge finalmente l’ingresso di una spaccatura rocciosa: il covo di Criovenn. Un silenzio irreale avvolge la bocca della caverna, come se tutta la montagna trattenesse il respiro in attesa dell’imminente confronto.
Lo scontro finale
All’interno della caverna, il freddo si fa ancora più pungente, come se il drago stesso filtrasse gelo nell’aria con ogni respiro. Criovenn emerge dalle ombre, le sue scaglie bianche scintillano sotto la luce incerta, e i suoi occhi gelidi si fissano sugli avventurieri con una calma minacciosa.
Il combattimento, crudo e intenso, si sviluppa in un susseguirsi di scambi di attacchi, schivate e incantesimi. Criovenn sfrutta ogni riparo naturale, planando dall’alto con precisione e ferocia. Le sfuriate di gelo si intrecciano con le risposte abilmente coordinate del gruppo. Elfeder richiama la forza della natura per creare coperture improvvisate, Tiamantha traccia traiettorie perfette per i suoi colpi, e Arcibaldo sfrutta ogni apertura per assestare colpi decisivi.
Il drago è un avversario formidabile, ma l’esperienza accumulata, l’intesa del gruppo e la leggenda dell’Ammazza-Draghi nelle mani degli eroi fanno la differenza. Con un ultimo, potente assalto, Criovenn crolla sulle rune di ghiaccio della sua caverna.
Dopo la caduta
Il silenzio successivo è profondo. Il corpo maestoso ma inerte di Criovenn giace sul terreno gelido, e l’eco di quegli istanti si disperde come neve al vento. Gli avventurieri, esausti ma vittoriosi, si guardano negli occhi consapevoli di aver superato la prova più dura.
Fuori dalla caverna, il sole cala oltre le creste montane, tingendo di oro e rosso il ghiaccio residuo. È un momento di quiete, uno di quelli che si imprimono nella memoria. La minaccia del drago è ormai alle spalle, e la regione può finalmente guardare al futuro con speranza.